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Chi è Roberto Dragone

Roberto è una persona semplice e perbene, nato e cresciuto a Torino in una famiglia umile, papà operaio e mamma casalinga. Alle scuole elementari era il primo della classe e risolvere i problemi di matematica era la sua passione. Alle medie era considerato uno dei migliori, “un ragazzino che andrà lontano” dicevano i professori, tanto che gli consigliarono di frequentare un istituto tecnico commerciale, vista la sua innata capacità con la matematica.

Il suo lavoro

Ed ecco la sua più grande delusione quando il padre gli disse che doveva al più presto iniziare a lavorare per contribuire al sostegno della famiglia perché non aveva le possibilità di farlo studiare. Allora seguì le orme del fratello, si qualificò presso un istituto professionale biennale come elettricista e iniziò a la sua esperienza lavorativa all'età di sedici anni presso dei cantieri edili. Erano gli anni 90.

Nonostante tutto si appassionò molto al suo lavoro, scoprì che oltre la testa se la cavava molto bene con la manualità. Dopo tanti anni di sacrifici e imparato bene il mestiere, da lì la voglia di fare nuove esperienze lavorative di ogni genere grazie alla tenacia e la sua voglia di mettersi in gioco. Dall'idraulico al muratore, dal cameriere al giardiniere, fino all'assistenza agli anziani, l'esperienza che segnò la parte più profonda del suo cuore. Dopodiché la svolta, si mise a lavorare in proprio come impiantista elettrico.

Il “caso”

Iniziarono le prime soddisfazioni a livello professionale, economico e addirittura umano. Un giorno gli si presentò la cosiddetta “occasione della vita” conoscendo un grande imprenditore edile con cui iniziò una collaborazione per diverse costruzioni abitative. Tutto procedeva a gonfie vele fino a quando, per colpa della crisi per non dire degli investimenti sbagliati e furto di soldi non propri da parte del soggetto e il figlio, cominciarono a non pagare più nessuno con scuse di ogni tipo ma con la promessa che ci avrebbero saldato tutto alla consegna dei lavori.

Ottenuto le relative informazioni sul caso, il mio avvocato disse che per legge bisognava consegnare i lavori, previo ammende da parte del costruttore per non aver rispettato i contratti. Consegnati i lavori come da accordi arrivò la beffa oltre al danno di essersi indebitati. Alla richiesta verbale del saldo il costruttore rispose: "soldi non ce ne sono. O aspettate o andate per via legale".

Conosceva bene le leggi il furfante. Cosa fare? Minacciarlo o cos'altro? Niente di tutto ciò perché se sei una persona perbene esiste solo la legge. Dovevo fronteggiare il problema per non arrivare alla causa impreparato, sapevo già che avrebbe contestato le fatture conoscendo il soggetto e la situazione in cui gravava.

La soluzione

Dovevo trovare una soluzione a tutti i costi perché innanzi la legge, la committenza che sarebbe lui, ha tutto il diritto di non pagare se i lavori non sono consegnati ed io non avevo nessuna prova scritta per dimostrarlo. Causa persa in partenza. Cosa ho fatto? Ho iniziato a documentarmi sul web su vicende simili alla mia. Acquistai il libro L’avvocato di me stesso e allo stesso tempo mi appassionai nel leggerlo.

L'avvocato di me stesso - Wolfsolve

Iniziai a leggere e studiare volumi di diritto civile e penale. Ed ecco trovata la soluzione al mio problema, era lì sopra. Pianificai una strategia legale giocando di anticipo e quando ottenni tutto ciò che mi serviva andai dal mio avvocato, gli feci spedire le fatture e così cascò l’asino. Vinsi la causa sotto tutti i fronti e fu condannato a pagare tutto oltre i danni provocati per aver mentito. Tutto bello fino a qui peccato che sino ad oggi non ho preso un becco di un quattrino. Cosa ho sbagliato? Teoricamente nulla perché ho seguito la legge sotto tutti i punti di vista, praticamente tutto perché conoscendo la sua posizione debitoria verso i fornitori, avrei dovuto mollare tutti i lavori e al limite rispondere solo alla legge per non aver rispettato i contratti.

La sentenza

Vedi sentenza

La mia soddisfazione più grande di tutta questa vicenda è stata quella di dargli una lezione di vita e fargli capire che non si può giocare con la vita delle persone e che la verità prima o poi esce sempre fuori.

L’ho fatto fallire con bancarotta fraudolenta così da renderlo innocuo, in modo da non poter avere più un’impresa e non poter fregare più nessuno.

La nascita del metodo Wolfsolve

Fondamentalmente dovrei quasi ringraziarlo perché sono convinto che nulla arrivi per caso.  Grazie anche a lui e tutta questa vicenda mi hanno dato l’input per essere qui, con tutto il mio bagaglio di esperienza compresa anche di errori che mi hanno permesso di sviluppare il "metodo Wolfsolve"

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